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Modena • 15 giugno 1848

Nasce per iniziativa di una comunità di benemeriti cittadini
la Società privata degli Asili Infantili Urbani
che comincia a operare col nome di Asilo Infantile Urbano di Modena
il 1° aprile 1860.

Il testamento olografo del 7 maggio 1906

Il Dott. Emilio Raisini nomina suo erede
l'Asilo Infantile Urbano di Modena
alla sola condizione però che assuma il nome di suo padre
Prof. Comm. Guglielmo.

26 gennaio 1908

La clausola testamentaria
viene accettata dall’Assemblea dei soci
e da questo momento la Scuola prende il nome di
Asilo Infantile Urbano Guglielmo Raisini.

23 agosto 1914

Il primo statuto.

Da via Ganaceto a via Mario Bonacini

Dal 1938 la ricerca di una nuova sede.

La parità scolastica

Nel 2001 la Scuola Materna Guglielmo Raisini
ottiene il riconoscimento della parità scolastica
ai sensi della Legge num. 62, del 10.03.2000,
con D. M. n° 3088/494, del 5.06.2001.

23 marzo 2009

Nasce la Fondazione Scuola materna Guglielmo Raisini

2010 • 2013

Gli anni della ristrutturazione

I nuovi spazi

Nessun giorno di scuola è andato perduto durante i tre lunghi anni di ristrutturazione.

La Scuola G. Raisini adeguata alle nuove esigenze

è pronta a percorrere il terzo secolo di presenza sul territorio della città di Modena.

La scuola G. Raisini

è la scuola laica più antica d'Italia.

Buon anno nuovo.

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  • Vinicio Vecchi

Piccoli artisti espongono

Oggi siamo in atelier

Frequentare un servizio educativo deve essere per ogni bambino un’esperienza piacevole e ricca.

Oggi siamo in classe

L’organizzazione degli spazi è fondamentale e richiede un grande sforzo, compiuto ogni giorno.

Oggi siamo in giardino

Gli appuntamenti fissi della giornata sono quelli legati all’alimentazione, all’igiene ed al sonno.

Oggi siamo in salone

Il resto del tempo è gioco: libero, strutturato, non strutturato. Creare, inventare fare e disfare...

Una Scuola... una storia…

Il nido Raisini

Il Nido è innanzi tutto un luogo di confronto, di collaborazioni e scambi reciproci. L’educazione avviene nello spazio dell’incontro e della relazione... Incontro tra bambini e tra operatori e genitori che condividono l’avventura dell’educare...

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La scuola dell'infanzia Raisini

La Scuola dell’Infanzia si prefigge il compito di realizzare un contesto di relazioni e di esperienze in un ambiente educativo concreto con apprendimenti riflessivi, che integri le differenti forme del fare, del sentire, del pensare e dell’agire relazionale.

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L'inaugurazione

La scuola G. Raisini è da sempre un luogo dedicato all'infanzia, che ha attraversato tempi diversi, adeguandosi alle differenti esigenze espresse dalla società, alle mutate domande educative poste dai bambini, alle istanze sempre mutevoli di cui le famiglie sono portatrici.

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Lo statuto

La Fondazione Scuola Materna Guglielmo Raisini, già Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, ha assunto personalità giuridica di diritto privato con Decreto del Presidente della Giunta della Regione Emilia Romagna, num 76 del 23 marzo 2009...

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Da Ipab a Fondazione

La questione della trasformazione giuridica della Scuola da IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza) a Fondazione di diritto privato, si è posta a partire dal 2005...

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La cultura dell'infanzia

Il lavoro pedagogico si struttura attraverso un progetto educativo che pone al centro dell’attenzione il bambino. La cornice è ampia e si fonda sul concetto di comunità educante con un unico valore condiviso: promuovere la cultura dell’infanzia.

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Prof. Comm. Gugliemo Raisini

Consigliere provinciale e segretario generale della Pubblica Istruzione durante il Governo provvisorio del 1848. Professore di Istituzioni di diritto romano e preside presso la facoltà giuridica modenese.

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La storia per immagini

La scuola G. Raisini, la più antica scuola laica d'Italia. Molte immagini sono andate perdute nel tempo, altre, poche, sono state recuperate e rese disponibili...

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Una corretta alimentazione

Stili alimentari sani, sperimentazione di nuovi gusti, composizione equilibrata dei sapori, realizzazione di iniziative di educazione alimentare per compiere scelte di consumo consapevoli...

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La formazione: un punto fermo

Un ufficio che si occupa esclusivamente dell’analisi dei fabbisogni formativi...

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Tre ingressi separati, uno per ogni sezione

Il salone grande

Ingresso 1

Il salone grande

Ingresso 2

Il salone grande

Ingresso 3

Il salone grande

con tre ingressi separati

Tre ingressi separati, uno per ogni sezione

Il salone grande

Ingresso 1

Il salone grande

Ingresso 2

Il salone grande

Ingresso 3

Il salone grande

con tre ingressi separati

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i nostri soci...

Gulliver Cooperativa Sociale

Nel 2017 Gulliver ha celebrato quarant’anni di esperienza, quarant’anni di impegno e di perfezionamento nell’arte del prendersi cura. Il prendersi cura è per Gulliver arte, intesa come capacità del singolo di esprimere sé stesso attraverso la cura di sé e dell'altro, generando benessere...

CIR FOOD

CIR FOOD

Feed the future è la filosofia che ispira il nostro modo di fare impresa e guardare al domani. Oltre a fare ristorazione, ci impegniamo da sempre a nutrire il futuro di visioni, idee e prospettive per garantire a tutta la società uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, ambientale, sociale e culturale...

DOMUS ASSISTENZA

Domus Assistenza è una cooperativa sociale con sede a Modena attiva da 35 anni nel settore socio assistenziale ed educativo e aderente a Confcooperative Modena. Fondata nel 1982, Domus Assistenza si è costituita allo scopo di creare opportunità lavorative per i propri soci...

Vinicio Vecchi (Modena 1923-2007) è una figura di particolare rilievo nella storia dell’architettura modenese del secondo dopoguerra. Nato da una famiglia di decoratori e scultori (il fratello Veldo, scultore, collaborerà a molte opere) dopo il diploma ottenuto presso l’Istituto professionale di Belle Arti di Modena, si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1952, riprendendo gli studi iniziati nel 1942 presso la Facoltà di Architettura di Roma. Partecipa alla Resistenza, e dal 1946 è consigliere comunale del PCI a Modena. In quegli anni collabora con l’ingegnere Mario Pucci - per circa vent’anni Assessore comunale ai Lavori pubblici - alla realizzazione di importanti opere pubbliche e private.

Dal 1948 inizia in modo autonomo una cospicua produzione architettonica, con oltre 500 fra progetti e realizzazioni. Dal periodo della ricostruzione agli anni ‘80 Vecchi è parte di una stagione importante della cultura della Modena contemporanea, operando anche oltre i confini cittadini, in Emilia Romagna e in Italia, con un segno “moderno” e spesso con felici soluzioni progettuali. A Modena, le sue opere di impegno civile (Monumento ai Caduti per la Resistenza) le abitazioni private, le fabbriche e le officine, i palazzi (oltre 40 a Modena) i cinema (ne costruisce oltre 60 in Italia, e a Modena il più noto è il Cinema Principe) i lavori di più misurata complessità (Libreria Rinascita, Negozio Messori) gli edifici pubblici (Palazzetto dello Sport, Facoltà di Matematica)
la raffinatezza degli interni, entrano, spesso da protagonisti, in storie più vaste.

Sono la storia dell’architettura e dell’urbanistica di quel periodo, della ricostruzione postbellica e dello sviluppo economico e sociale dell’Italia dove l’Emilia-Romagna e Modena si inseriscono con un modello originale, basato su un complesso rapporto fra pubblico e privato.Vecchi ha amato il mestiere d’architetto e ha amato la sua città, con il rigore e l’attenzione del suo operare. Modena, ad un anno dalla scomparsa, si propone di restituire ai suoi cittadini il metodo di lavoro, il progredire e il concretizzarsi del fare, le opere più riuscite e quelle più contraddittorie di Vinicio Vecchi. La generosa donazione del suo archivio al Comune di Modena (e nelle specifico alla Biblioteca civica d’arte L. Poletti) per volontà della famiglia ha permesso di avviare una accurata analisi critica dell’opera e della figura dell’architetto.

Nel 2008 a cura dell’Assessorato ai Lavori Pubblici e dell’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della Provincia di Modena, saranno promosse una serie di iniziative. Il convegno di oggi è l’occasione per analizzare l’attività di Vinicio Vecchi, presentando un primo studio critico delle opere e della figura dell’architetto, collegato alla narrazione del periodo storico e della cultura architettonica nell’ambito dei quali ha esercitato la sua professione. Un video con una selezione di progetti e interviste ad alcuni committenti, che mostrano il ruolo svolto dalla cultura sociale e imprenditoriale dell’ epoca, arricchirà il convegno. In seguito sarà allestita una importante mostra, con la pubblicazione di un catalogo con il regesto completo delle opere e saranno promossi itinerari guidati e seminari di studio.

 

Fonte: Architettiroma.it

L'«architetto dei grandi cinema»

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